domenica 27 maggio 2007

Imprese notevoli



A parte una G di troppo, impresa incredibile della Reggina, che si salva partendo da -11! E come ha detto Francesco Modesto, giocatore reggino, intervistato in radio: "E che ti devo dire, noi ce lo abbiamo meritato!"

21 commenti:

Anonimo ha detto...

berlusca sarà già andato a ritirare la lamborghini a reggiocalabria?chissà...

Anonimo ha detto...

Mari ringrazia i 7 volte campioni d'europa per la grazia ricevuta...

Anonimo ha detto...

Da Wittgenstein, di Luca Sofri...

Il pensiero va a...
Insomma è andata così: l'Inter aveva perso il campionato dell'anno scorso, e se l'è fatto dare da Guido Rossi. Aveva due rivali per il campionato di quest'anno, e le ha tolte di mezzo. Una l'ha fatta mandare in serie B, e quella ha vinto la serie B, e all'altra ha lasciato controvoglia la Champions League, e quella ha vinto la Champions League. Intanto l'Inter vinceva il campionato sconfiggendo il Siena ma riusciva a perdere la Coppa Italia. La Serie A dell'anno prossimo sarà interessante

Benjamin Price ha detto...

però i punti di distacco dall'inter sono sempre 36.. o 28 fai te! ;-) che ci sia da ringraziare il milan è un discorso diverso, il campionato della reggina è stato comunque assurdo, capace di conquistare 51 (!!!) punti. non si tratta né di lamborghini né di regali.

Anonimo ha detto...

reggina??? mortacci come l'avem finita. io sono coerente e continuo ad odiare tutte le squadre amaranto. non condivido quindi questa celebrazione ad minchiam come direbbe il Prof. Scoglio se ne avesse ancora la possibilità. salute a tutti

Anonimo ha detto...

fumu delendo est

Anonimo ha detto...

Mari, lascia perdere...nella tua condizione di: semi - interista, reggino per obblighi familiari, supporter del liverpool per convenienza (e mo non te conviene più tanto - cfr Manuale del Calcio di Josè Altafini alla voce: Pippo Inzaghi), perugino disamorato (come darti torto), lascerei perdere il mondo del calcio, per quanto riguarda l'aspetto del "tifare per qualcuno". Se vuoi un consiglio da amico, assumi un ruolo, una posizione più alta. Più distaccata. Un po' Giorgio Tosatti. Un po' Xavier Jacobelli. Un po' Ivan Zazzaroni. Un po' "Domenica Sportiva" insomma. Oppure fai come Marione Sconcerti, dichiara una fede (viola, nel caso del commentatore di Sky) ma commenta con obiettività. Diciamoci la verità, porti anche un po' sfiga alle squadre che sostieni...la Reggina è salva per miracolo e per merito, di questo ti do atto. Del Liverpool ti sei innamorato dopo Istanbul, ma dopo 2 anni da Reds, sappiamo bene com'è finita ad Atene. Il Perugia, è caduto in disgrazia, nonostante le tue leggendarie trasferte a Bergamo per vedere Albinoleffe - Perugia. Aprire un capitolo sull'Inter mi sembra superfluo. Memorabili le tue trasferte a Casa Carlini per seguire gli Euro-Derby col nemico, negli anni più nefasti della Seconda Squadra di Milano. E proprio quest'anno che, per tua stessa ammissione, avevi deciso di abbandonare la Sfortunata Fede Nerazzurra, l'Inter ha vinto lo Scudetto, di cartone, anomalo, ma sempre di un successo si tratta. Alla luce di questi dati prenderei in seria considerazione l'ipotesi di incarnare lo spirito e la freschezza del buon Giorgione Tosatti. Te lo dice uno che ti vuol bene.

Benjamin Price ha detto...

dai su, mi sembrano offensive tutte queste cose! innanzitutto inizio chiarendo le mie fedi calcistiche, più di una ok, ma tutte dopo il perugia, e tutte rispettabilissime io credo. non tifo milan, non tifo juve, simpatizzo per l'inter quando si tratta di scudetto, ma in realtà sono affascinato dal calcio di provincia, e allora ecco il perugia, la squadra della mia città, di cui sono tutt'altro che disamorato innanzitutto, e di cui sento la mancanza. non a caso diverse volte sono stato collegato con umbriaradio per seguirmi le partite in diretta.. così come diverse volte mi sono collegato con la radio dello stretto per la reggina. squadra che simpatizzo da anni e anni, da quello spareggio vinto a bergamo con goal di cozza diversi anni fa, squadra di cui piano piano mi sono invaghito e che continuo a tifare in serie a. non è mica obbligatorio tifare una grande, voglio dire, e io mi sento molto più affascinato dal calcio e dal tifo e anche, perchè no, dagli sforzi della provincia piuttosto che dal calcio metropolitano ricco e anche un pò senza cuore. spero che almeno questo lo capisci. magari è stato il caso che mi ha fatto interessare a questa squadra, non lo metto in dubbio, ma poi è una piccola passione che mi sono sviluppato da solo. e poi se piace a me non capisco perchè me dovete rompe tutti il cazzo su sta storia. capitolo liverpool, non si tratta di convenienza ma di simpatia estera, testimone maglia del liverpool comprata a dublino nel 1997, e se non ricordo male quella era anche la tua squadra inglese, prima di quei fatidici sei minuti nel maggio 2005. in quella data tifavo liverpool, e mandai lo stesso messaggio pomeridiano a voi tutti, e mi andò bene. questa volta il messaggio l'ho mandato ed è andata meno bene. pazienza, sono pur sempre contento per il milan e per il calcio italiano, è logico. d'altronde il milan era di gran lunga superiore come squadra, senza che mi fare il grande saggio del calcio questa mi pare una cosa ovvia, così come lo era ancora di più due anni fa, dove ha perso solo per deconcentrazione e sfortuna. ciò non toglie che tifavo liverpool quest'anno come due anni fa, e non ci vedo niente di male.
in conclusione, interista mi ci consideri tu, ma io sono sempre stato un leggero simpatizzante, e me ne frega relativamente se vince o perde, il perugia è un grande amore, la reggina una piccola passione, il liverpool lo potrei considerare uno sfizio, ma niente di più.
detto questo, a parte quando scherzo o stuzzico, non mi pare di essere così fazioso o altro, anzi, mi sembra di essere abbastanza onesto e lucido nel parlare di calcio, e se poi mi affascinano calciatori strani pazienza, è anche questo il bello del calcio, avere i propri idoli, a partire da giovanni cornacchini, passando per il primo luca toni, quando stava esordendo in serie a, per daniele de rossi, che era simbolo di una squadra, e poi altri ancora. sono fatto così, e non disturbo nessuno se faccio un post per la reggina.
e se vuoi che ti dica che il milan si meritava la coppa, te lo dico, anche se secondo me era molto più meritata due anni fa. di inzaghi non parlo, segna sempre, non posso dire niente, ma certi numeretti sono davvero comici. ha deciso la coppa campioni con un tiro di spalla senza essersene accorto. una cosa che se fosse successa al campetto sotto casa avrebbe fatto ridere tutti e comportato l'interruzione della partita, e lo sai bene, e se quel goal l'avesse fatto kuyt, onestamente era possibile, o no, avresti gridato al furto e all'ingiustizia. eppure questi goal inzaghi li ha sempre fatti, e quindi finchè segna che giochi e lo faccia pure in nazionale, niente in contrario.

Crucio ha detto...

E' si...al primo cenno calcistico gli animi si riscaldano e i commenti fioccano!bè direi più che giusto!...però Mari in tutto questo parlare di fedi, radicate o solo presunte...dov'è il CALCIO SAN MARCO????............che amarezza!!!

Anonimo ha detto...

certo carlos che tra me e te n avemo fatto altro che citare buon anime come l poro Prof e l poro Tosatti...

Anonimo ha detto...

beh io ho tirato in ballo anche il buon Xavier Jacobelli...!!! Te lo ricordi al Processo di Biscardi?!

Anonimo ha detto...

Roberto Donandoni a "La Gazzetta dello sport" su Filippo Inzaghi: "Gli ho detto che ha segnato due gol in finale solo perché la palla gli è sbattuta addosso"...

Anonimo ha detto...

Per chiudere la diatriba su Inzaghi e la Settima Coppa dei Campioni...

Mario Sconcerti sul Corriere della Sera (24-03-2007):

Una partita brutta e trionfale fa del Milan la squadra campione non solo di una stagione ma dei primi cinquant'anni di Coppa. E resta un piccolo spot del calcio che a deciderla sia un vecchio ragazzo di 34 anni, ossuto e mai in gioco, però quasi immanente come Pippo Inzaghi. Benitez ha fatto del Liverpool una stanca muraglia ordinata e preziosa, così preoccupata di avere un uomo in più a giocare la palla da dimenticare che nel calcio vince soltanto chi segna un gol più dell'avversario. Il Liverpool disegnato ad Atene era intelligente per un pareggio ma insensato per cercare di vincere. Era l'ammissione pubblica del suo allenatore di giocare contro una squadra più forte.
Benitez non ha messo soltanto Gerrard a fare l'uomo in più dovunque, ma ha lasciato fuori anche gli unici due attaccanti a disposizione, cioè Crouch e Bellamy. Ha giocato Kuyt, nessun gol in dodici partite di Champions, ma con il pregio di coprire qualunque spazio, cioè di essere un altro uomo in più. Questo è stato il Liverpool, una somma di uomini in più dove il pallone si gioca ma non si butta dentro. Così ha finito per tenere sempre palla e per non essere mai pericoloso. Benitez sapeva che questa era l'unica strada che aveva. Ha sacrificato gli attaccanti cercando di avere superiorità in mezzo al campo. Voleva il pallone, forse sperava in un'azione a gioco fermo, forse contava di nuovo sui rigori. Di sicuro ha fatto lui la partita sempre e senza nessuna speranza. Il Milan ha fatto ancora meno ma ha segnato due gol.
Molto strano il primo, quello decisivo, rimbalzato sulla spalla di Inzaghi come fosse la catarsi di una carriera senile interrotta. Ma il Milan ha sempre mantenuto intatte le proprie potenzialità offensive. Pazienza se Kaká era fuori partita, se Seedorf ha passato la notte inseguendo Pennant. Ma il Milan era se stesso, aveva chi teneva il pallone e chi doveva cercare la porta. Il Liverpool no, il Liverpool aveva semplicemente scelto di non mettere il gol fra i propri optional. Non avrebbe mai potuto vincere. Anche quando per oltre settanta minuti ha tenuto il pallone, era chiaro che stava andando verso la sconfitta. Il Milan ha diritto adesso alla sua leggenda.
È la settima vittoria in Champions, forse la più sofferta, forse per questo anche la più bella. Non ha giocato bene, ma lo ha fatto con grande intelligenza così come l'avversario chiedeva. È stata una vera partita a scacchi, una finale del resto non è mai tecnica, è quasi solo agonismo, spettacolo di pubblico e ansia. Ha vinto Ancelotti, solare e tiepido, un calcio più semplice di quello cerebrale di Benitez, ma un calcio rispettoso dei principi fondamentali. Per vincere una partita bisogna avere in squadra almeno uno-due giocatori capaci di deciderla. Ancelotti quei giocatori li aveva e li ha tenuti anche quando sembrava fossero un regalo alla manovra del Liverpool. E alla fine ha vinto.
È una dimostrazione di buon senso, di superiorità italiana (Mondiale e titolo europeo per club), ma soprattutto un grande risultato per un Milan che è arrivato con i denti fino in fondo e con i denti soltanto ha vinto la sua settima finale. Fossi Berlusconi e Galliani considererei questa Coppa la straordinaria chiusura di un ciclo, non mi avventurerei in raddoppi. Ma capisco che questo sia già futuro. Stasera è tempo di togliersi il cappello.

Benjamin Price ha detto...

l'analisi di sconcerti, stranamente, è ampiamente condivisibile. due squadre che giocano male e vince la più forte. niente da dire.

Anonimo ha detto...

oggi 1° giugno...forse non ci stiamo accorgendo, ma quella parola dopo 1° significa che qualcosa fra poco finirà...è stata dura un anno fa per me, quando quel mese significava "fine", significava "cambiamento" (ancora), significava "ritorno"..pochi sapranno cosa voi avete colto e "spremuto" dalla ville lumiere, molti se (e ve) lo chiederanno, ma le vere persone che vi conoscono non vi chiederanno nulla, capiranno tutto nel momento in cui una semplice e vissuta panchina sarà il teatro del lungo abbraccio che vi scambierete..quelle persone cercheranno di capirvi, cercheranno di farvi sentire a casa e cercheranno di farvi capire quanto gli siete mancati..l'aspirazione, la ricerca dell'esperienza, la "curiosità" ci contraddistinguono e ci separano fisicamente...l'amicizia, la stima, la devozione, il rispetto, ci uniscono da sempre...
e allora (noi a cui siete mancati) cercheremo di pensarvi intensamente in queste ultime settimane di vostra permanenza, ma mai e poi mai dalle notre bocche usciranno le frasi "ci potrai tornare", "parigi è sempre li", o "alla fine è stata una parentesi", perchè noi, che ci conosciamo sappiamo che nulla sarà come prima e nulla potrà mai essere come è stato..

"invio a due"

Anonimo ha detto...

lisbona e parigi ringraziano porta romana.. sara' consolante e familiare essere di nuovo insieme..

Anonimo ha detto...

mio santo tu sai esattamente cosa sto provando in questo periodo di partenza, da te non avrò mai banalità e toni medi. sarà una gioia riabbracciarti e raccontarti tutto solo con uno sguardo, come ci capiamo noi.

Anonimo ha detto...

ah freghi, sono in after............................. eheheheh

Anonimo ha detto...

a lisbona manca:
1- parigi
2- porta romana
3- la fontana maggiore e dintorni...

chiacchiere fra amici e abbracci di fratelli

virgy ha detto...

4- porta venezia

Anonimo ha detto...

Firenze..